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venerdì 18 settembre 2015

OVIDIO: UN FOOD MARKETING ARDITO

È ormai chiaro che la cultura dell'enogastronomia ha preso piede in maniera netta e decisa. Come già accennato nell'articolo "E se...il cibo incontra l'arte", la contaminazione tra le forme dell'arte e quelle del cibo è diventata ormai una simbiosi ad alto tasso di rendimento economico.
Ma fino a che punto può un'operazione di promozione di una specificità culinaria spingersi in territorio artistico?
Ci offre uno spunto di riflessione la vicenda dell'aglio rosso di Sulmona, raccontata dalle pagine de "Il Centro".

Sulmona, finisce in tribunale il caso degli agli in testa a Ovidio



Meditiamo.

giovedì 27 agosto 2015

E SE...IL CIBO INCONTRA L'ARTE

Questo post vuole essere una riflessione su un articolo del Gambero Rosso a proposito dei nuovi Direttori museali in Italia, la cui nomina tante polemiche ha suscitato, soprattutto riguardo ai Direttori esteri.
Nell'articolo viene citato l'esempio del MoMA di New York come buona pratica da importare, laddove i servizi di ristorazione aggiuntivi a quelli prettamente museali riescono a portare il fatturato a cifre altissime.
Anche in Italia esistono esempi di questo genere, come il Museo di Arte Contemporanea di RIvoli, che ospita il ristorante "Combal.Zero", o il Lucca Center of Contemporary Art, che accoglie i locali de "L'Imbuto".

Ristorante Combat.Zero di RIvoli. VIsta della sala con il Castello sullo sfondo.
immagine tratta da www.viamichelin.it

Ristorante L'Imbuto di Lucca. Vista degli interni.
immagine tratta da www.artribune.com

La tendenza a coniugare l'aspetto espositivo a quello ristorativo trova sempre più diffusione, anche nei complessi museali minori, come in quello del MUMI di Francavilla al Mare (CH), dove una delegazione del FAI giovani di Chieti oggi terrà un aperitivo servito dallo Chef Nicola Rapino.

immagine tratta da www.tesoridabruzzo.com

La domanda sorge spontanea: è dunque questa la nuova frontiera dell'arte in Italia? Siamo veramente certi che questa sorta di commistione in realtà non focalizzi l'attenzione sul cibo anziché sull'opera d'arte esposta? Ed è giusto che i musei italiani diventino dei "contenitori di manifestazioni" e i quadri ospitati uno sfondo scenografico?
Non saprei. Certamente la giusta esaltazione delle opere dipenderà dalla capacità degli organizzatori di porre l'arte in primo piano, culinaria o figurativa che essa sia.

mercoledì 12 agosto 2015

ZACCAGNINI, vignaiolo (e mecenate) d'Abruzzo

Se, come accennavo nella presentazione di questo blog, coltivare vigneti costituisce un modo di conformare il territorio, non si può prescindere dall'analizzare l'eccellente esempio abruzzese dell'Azienda Agricola Ciccio Zaccagnini, di Bolognano, particolare esempio di "delicatezza" in un periodo come questo, nel quale il tema dell'impatto delle coltivazioni sul sistema ambientale è al centro di discussioni internazionali.



                   

Chi, come me, ha avuto l'occasione di salire alla tenuta Zaccagnini, tra le colline pescaresi pettinate dai filari di uva, ha percepito un'aura misteriosa, quasi mistica, che induce ad una fruizione rispettosa del contesto ambientale nel quale ci si addentra.
Ma non solo. 
Ho ravvisato una sorta di "arte totale" nel mondo Zaccagnini, un fil rouge che lega la coltivazione al packaging (basti pensare alla Linea Tralcetto), il marketing dell'azienda all'arte.

Linea Tralcetto, con etichette d'autore - premio Pigro – Un fiore per Ivan
La sensibilità artistica dell'azienda è pienamente manifesta nei numerosi eventi artistici organizzati ("Un fiore per Ivan", "Uvarte", "premio Prisco", "Tralcetto dell'amicizia" e "Pigro, cantautori in vigna", in omaggio ad Ivan Graziani), ma si concretizza compiutamente nella collocazione nei vigneti di vere e proprie opere d'arte, realizzate da autori di calibro nazionale ed internazionale.

La tenuta Zaccagnini, con una statua di Cascella
La creazione di questo nuovo scenario per l'arte non ha precedenti in Abruzzo, mentre altri esempi possono trovarsi in altre regioni d'Italia. Questa sorta di pionierismo, quindi, mi offre l'opportunità di inaugurare una nuova sezione del blog, "Focus on", di approfondimento delle figure artistiche e architettoniche legate al mondo del vino.
In quest'ottica, di Zaccagnini sentiremo ancora parlare.

le immagini per la realizzazione di questo articolo sono state tratte da: http://www.cantinazaccagnini.it 

giovedì 30 luglio 2015

Benvenuti!

Questo blog nasce dall'interesse di un giovane architetto - che vi scrive - per il mondo del vino e dell'arte.
La passione per il mondo dell'enologia mi è stata trasmessa da un caro amico sommelier, che mi ha insegnato innanzi tutto a concepire il vino come elemento sensoriale, in grado di arrivare a sollecitare tutti i sensi, fino all'udito nel "cin" dei bicchieri al momento del brindisi.
Ma perchè questo accostamento con l'arte e l'architettura, ambito a me particolarmente vicino?
Perchè conoscere il vino, come conoscere l'arte, l'architettura o il design, vuol dire entrare nelle intime relazioni tra l'uomo e l'ambiente, comprendere il delicato legame tra artificio e natura, cercare il modo corretto di esaltare un territorio.
Spero di riuscire anche solo per un secondo a trasmettere a chi legge la curiosità che anima le mie piccole ricerche; in quel caso potrò dirmi soddisfatta.
Buona lettura
E.